MARCO FILIBERTI


Nato a Milano, negli anni ’90,contemporaneamente alla laurea in storia del teatro francese, compie un intenso percorso formativo tra teatro e musica: debutta come cantante nel Don Giovanni di Mozart con la direzione di Claudio Desderi e la regia di Andrea Di Bari, mette in scena Tre Monologhi per Marisa Fabbri, incide dischi per Fonit Cetra, Warner e CNI, interpreta Shakespeare, Brecht e Bernstein (Sogno di una notte di mezza estate, L’opera da tre soldi,  West side story)           e si segnala come interprete dei songs di George Gherswin.

Nel 2001 l’esordio al cinema con il cortometraggio Vespero a Tivoli, vincitore del Festival del Cinema di Salerno e premiato   al Los Angeles Film Festival. I suoi film, Poco più di un anno fa – diario di un pornodivo (2003) e Il Compleanno (2009), venduti in molti paesi (tra i quali Stati Uniti, Canada, Inghilterra, Francia, Spagna, Germania) sono stati presentati in Selezione Ufficiale quali il Festival di Berlino e la mostra di Venezia, garantendogli un grande riscontro internazionale. I suoi lungometraggi vincono, tra i molti premi, il Globo d’Oro Speciale dalla stampa estera, il Premio della critica all’Out Fest di Los Angeles, il Premio del pubblico al Festival del Cinema Indipendente di Foggia e al Terra di Siena Film Festival, il Miglior film al Festival del Cinema di Ajaccio, il Premio del pubblico alle Journées du Cinéma Italien a Nizza e il Prix de l’Université de Corse. Il suo lavoro cinematografico è oggetto di un volume di saggi redatto da importanti voci della critica italiana, Il Melò Ritrovato (De Luca Editore,2009). Negli stessi anni si dedica al teatro presentando all’Ambra Jovinelli di Roma Le donne,i cavallier,l’armi pietose canto, tratto da Ariosto e Tasso (2005), e Arc en ciel (2007).

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Ma è con Byron’s ruins (2012) che Filiberti segna una svolta nel suo linguaggio,al centro del quale c’è ormai,una profonda e implacabile riflessione sul dissolvimento degli archetipi nella selva della modernità. L’accadimento teatrale,liberamente tratto dalla sceneggiatura cinematografica Lord Byron – The Pilgrim of Eternity di Marco Filiberti e Davide De Bona,va in scena con grande successo al teatro V.Moriconi di Jesi, prodotto dalla Fondazione Pergolesi-Spontini e dai Teatri delle Marche. Quest’opera mette spietatamente a fuoco lo scontro insanabile tra la categoria del sublime e la dimensione apocalittica del nostro tempo profetizzata da Byron, nucleo centrale della tematica di Filiberti da qui in avanti.

Nel 2013, dopo essersi trasferito in Val d’Orcia, fonda l’associazione culturale Le Vie del Teatro in Terra di Siena, un cantiere di teatro fortemente connesso al territorio e a quella “drammaturgia del rovinismo” propria di Filiberti. Le neonate Vie del Teatro debuttano con un’opera di straordinario impatto,Conversation pieces, che va in scena nel giardino privato della Dimora Buonriposo nel settembre 2013. Conversation pieces, interpretato da David Gallarello e Luigi Pisani, è una riscrittura di Filiberti di due poemi di Lord ByronManfred e Cain, adattati come una morality play che andrà a costituire la prima giornata della trilogia Il Pianto delle Muse.

Filiberti è scelto come testimone per veicolare attraverso la sua opera i contenuti etici e umanitari sostenuti da Amnesty International. Nel luglio 2015 presenta al Teatro Comunale degli Avvaloranti di Città della Pieve Il Crepuscolo di Arcadia, imponente e visionaria stazione conclusiva della trilogia Il pianto delle Muse, che, come scrive il Sole 24 Ore, rappresenta la summa di un pensiero e di una pratica artistica perseguita con passione e caparbietà, compendio illuminante di una costante ricerca della bellezza. Alla trilogia teatrale è dedicato un volume, Il pianto delle Muse: trilogia apocalittica per un’opera-mondo di Marco Filiberti (ed. Titivillus,2016), a cura di Pierfrancesco Giannangeli, che si avvale altresì di un epilogo di Grazia Marchianò Zolla. Intorno a questo lavoro si realizzano seminari e workshop di accademie e atenei, a testimonianza del notevole impatto culturale suscitato.  Nel novembre 2015 esce nelle sale italiane Cain, terzo lungometraggio di Filiberti, strettamente imparentato con l’opera teatrale Conversation pieces e con i poemi di Lord Byron. Il film, accolto dalla critica con unanimi consensi, si avvale di una distribuzione indipendente, sostenuta da prestigiose figure del mondo intellettuale che accompagnano la pellicola nel suo viaggio italiano.
Attualmente Cain sta proseguendo anche il percorso dei Festival Italiani ed Internazionali.
Al Santa Marinella Film Festival è stato assegnato a David Gallarello il premio come miglior attore protagonista e al Terre di Siena International Film Festival Renato Scarpa ha vinto il premio “Al Centro della Scena”.

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