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Byron’s Ruins

Byron’s  ruins  (2012)

Uno spettacolo scandaloso ( ma non certo per il nudo integrale, in scena perfettamente integrato nella macchina) a partire dalla struttura, una morality play moderna, un  dramma filosofico sulla condizione umana …  Byron’s Ruins è uno spettacolo che usa il linguaggio altissimo di Lord Byron e che punta, se è possibile, ancora più in alto: ricchissimo di rimandi all’arte tutta, con citazioni da Friedrich, David,  Delacroix, al fiore della letteratura romantica (bellissime, tra l’altro, le scene di Benito Leonori anche se è un colpo al cuore vedere tutte quelle pagine di libri sventrati in scena)…

Filiberti adotta una prospettiva queer per rileggere uno dei più grandi poeti inglesi in chiave postmoderna: non c’è redenzione e dopo tanta bellezza,dopo tanta folie byroneuse, dopo tanta passione fisica, intellettuale, morale non resta che l’insofferenza per quanto c’è di marcio intorno a noi. IL MESSAGGERO

Filiberti mira a restituire allo spettatore la grandezza,la poliedricità e le contraddizioni del lord poeta … il sontuosissimo impianto scenico,elegante e immenso come quello di un’opera lirica,pare svetti come una cattedrale di legno, con luci scolpite come in un dipinto di Caravaggio, evoca suggestioni ronconiane nella solennità delle atmosfere, è magniloquente del discorso e non manca di stupire sul come e quante cose l’autore abbia effettivamente da dire sul fenomeno Byron. Byron’s Ruins è un’esperienza. Un viaggio attraverso luoghi misteriosi e criptici, ma comunque ammalianti e suggestivi KLP TEATRO

Si può legittimamente parlare di una riscoperta, assistendo in anteprima nazionale al lavoro di Marco Filiberti. Diciamolo subito: non si tratta di una rappresentazione meramente teatrale, ma- come lo definisce l’Autore – di un “accadimento”, curato fino allo spasimo. Quello che Filiberti infatti rappresenta è un “mondo”…  e così la “sacra rappresentazione laica” si fa evento culturale di forte spessore dove … sembra che sia il problema del dolore e del male, insieme alla sete di purezza e di immortalità, che Filiberti accentua … Il movimento intenso delle luci, in chiaroscuri violenti,le controscene sulle logge, i dialoghi anche furenti tra i personaggi,certe desolazioni lacrimose e certe ribellioni,insieme a lacrime e lamenti,diventano espressioni vitalistiche del corpo – bello e deforme al contempo – e dell’anima – alta e dannata – dell’Uomo teso a elevarsi per raggiungere la Porta che, come spesso nelle opere di Filiberti, si apre su qualcosa di immenso e purificato. Un mistero verso cui vanno le oltre due ore di rappresentazione che coinvolgono fino allo straniamento perché nessun angolo del pensiero sembra sfuggire ad un’indagine fisica e metafisica sull’uomo che musiche, scene,luci e costumi accompagnano tra sussurri e grida. Byron’s Ruins è tutto questo, ma anche di più. CITTA’ NUOVA

Alla prima assoluta di Byron’s Ruins pubblico attonito e imbarazzato … che ha approfittato dell’invito degli organizzatori a sorseggiare del whiskey offerto all’ingresso dello spettacolo in bottigliette per reggere il colpo,… ma che non ha fatto mancare grandi applausi al cast e al regista del Compleanno che hanno tenuto sempre alto il grado di attenzione per le due ore e mezza di spettacolo scandalosamente contemporaneo e metafisicamente estremista. Applauditissimi tutti gli attori …  IL RESTO DEL CARLINO

Il disagio dell’Uomo occidentale,la morte dell’espressione artistica,ma anche la ricerca di senso,la sfida al mondo e la redenzione. Passando per i totalitarismi,i rischi dell’informazione di massa,gli interessi della finanza e del capitalismo … illuminazioni, squarci di conoscenza,flash, veicolati in maniera viscerale,attraverso la potenza e l’impatto emotivo ma evocati anche da dialoghi capaci di sintetizzare profondità e leggerezza, riflessioni eterne e modernità. Ha lasciato tutto questo, e non solo, Byron’s Ruins agli spettatori … un incontro stupefacente, a volte scioccante, non per le scende di nudo, non per i baci omosessuali,non per l’aggressività in alcuni passaggi della recitazione: a sconcertare è la modernità di Byron … tanto che Filiberti ha potuto raccontare con efficacia attraverso il grande poeta romantico il disagio e la complessità dell’uomo moderno. A rendere ancora più coinvolgente e forte l’esperienza del pubblico ha contribuito certamente la bravura degli attori, sottolineata da applausi a scena aperta, e la perfezione dell’allestimento. CORRIERE ADRIATICO

L’ accadimento teatrale – neologismo dell’autore – è di Marco Filiberti, poliedrico regista e autore di forte personalità che già aveva impressionato per le sue capacità di andare oltre qualsiasi frontiera ideologica per portare alla luce inconfessabili inquietudini … in Byron’s Ruins Filiberti ha saputo evocare la figura di Lord Byron, genio e sregolatezza,inquieto e inquietante, analizzandolo perspicacemente e fino in fondo,trovando più di un riscontro con i tempestosi sconvolgimenti e gli oscuri, addirittura apocalittici, presagi del nostro tempo nelle tormentate esperienze del grande poeta inglese. VOCE DELLA VALLESINA

Il disagio dell’Uomo occidentale,la morte dell’espressione artistica,ma anche la ricerca di senso,la sfida al mondo e la redenzione. Passando per i totalitarismi,i rischi dell’informazione di massa,gli interessi della finanza e del capitalismo … illuminazioni, squarci di conoscenza,flash, veicolati in maniera viscerale,attraverso la potenza e l’impatto emotivo ma evocati anche da dialoghi capaci di sintetizzare profondità e leggerezza, riflessioni eterne e modernità. Ha lasciato tutto questo, e non solo, Byron’s Ruins agli spettatori … un incontro stupefacente, a volte scioccante, non per le scende di nudo, non per i baci omosessuali,non per l’aggressività in alcuni passaggi della recitazione: a sconcertare è la modernità di Byron … tanto che Filiberti ha potuto raccontare con efficacia attraverso il grande poeta romantico il disagio e la complessità dell’uomo moderno. A rendere ancora più coinvolgente e forte l’esperienza del pubblico ha contribuito certamente la bravura degli attori, sottolineata da applausi a scena aperta, e la perfezione dell’allestimento. CORRIERE ADRIATICO