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CAIN

CAIN   (film, 2015)

Filiberti,un autore molto curioso, non riconciliato … nulla è casuale in quest’opera pregevole che si nutre di paesaggi naturali in spregio delle volgarità ed umane tentazioni di oggi,notti e tramonti “contro” le prove corruttrici del teatro,come forse Byron voleva dimostrare. E il cast è bello,infelice,aulico.

(M. PORRO – IL CORRIERE DELLA SERA)

La tragedia fa da contrappunto a un’altra dicotomia, quella tra caos e armonia di gesti e performance vissuti come visioni “byroniane”, in squarci tra l’onirico e il performante, fotografati come in un film di Rainer Werner Fassbinder. Marco Filiberti … dimostra anche con Cain di avere un talento difficilmente imbrigliabile … Quello di Filiberti resta uno sguardo uguale a nessun altro, capace di rendere palpitante la materia melodrammatica dei suoi film senza paura di risultare aulico.

(M. GERVASINI – FILM TV)

Cain dramma di passioni … Filiberti attualizza Byron … nutrendosi di teatro e letteratura

(LA REPUBBLICA)

Notturni ed aurore, alberi fosforescenti e pleniluni romantici. Cavalli bianchi nelle nebbie e sterminate colline senesi. Una cornice di eventi naturalistici che tuttavia fuggono talora nel visionario e nell’onirico a contenere – se si può contenere – l’ultimo lavoro di Marco Filiberti, artista-autore di notevole spessore intellettuale  e dalle infinite domande. Elementi che lo rendono un regista controcorrente nell’attuale sistema teatrale-cinematografico, sulla cui vacuità egli insiste in quest’opera, dove i byroniani Manfred-Cain coesistono in un melodramma contemplativo e filosofico, sulfureo e drammatico, in cui ogni suggestione precedente è filtrata attraverso una spiccata originalità. Dove è la bellezza  e dove è la verità? Quale il loro confine? È una delle domande che il film –  un teatro nel teatro (ma anche un teatro-cinema liberamente oscillante tra le due forme) – si pone e che Filiberti sgrana attraverso “quadri” ove sogno,danza, parola, orrore ed anche morte si intersecano quasi spiegandosi l’un l’altro con continui rimandi tra morte e vita, tra prova sul palcoscenico e prova nella realtà, fra l’orrore per l’attuale caos e nostalgia di una passata armonia … Filiberti dipana il suo racconto viaggiando tra finzione e realtà, chiedendo ed ottenendo dal cast una partecipazione emotiva ed una verità di accenti cui la musica non invasiva conferisce il timbro della sincerità. Corpi e nature, interni e “paesi”, fotografati come un ciclo pittorico, alleggeriscono il film, di per sé molto esigente,e coronano di attimi di poesia la meditazione accesa di Filiberti sull’uomo e la storia,cercata dall’autore come Diogene con la lanterna.

(M. DAL BELLO – CITTA’ NUOVA)

C’è sempre un’immagine da catturare in Cain da fermare, prima che questa sfugga via … Dopo     Poco più di un anno fa Il compleanno,  anche Cain è un altro film sul corpo … Filiberti sembra davvero abbattere i confini tra teatro e cinema. C’è sicuramente la lezione di Visconti, ma nella apparente solarità sembrano scorgersi anche le tracce di Branagh di Molto rumore per nulla. C’è una consapevolezza di sguardo notevole in Cain, piuttosto anomala nel cinema italiano di oggi. Che fa vedere anche le crepe di un sistema produttivo corrotto, ma non ne fa mai denuncia aperta. Anche se si sente proprio in quell’isolamento del casale nella campagna, dove la rappresentazione, l’arte, diventano prima di tutto un’esigenza autentica che però si scontra con le regole del mercato. Il cinema di Filiberti ha un impeto visivo romantico e tempestoso. Un cinema fisico e astratto, che fa sentire le diverse temperature emotive e gli stati d’animo più differenti. Dove tra personaggio e attore non c’è tanto identificazione ma quasi una specie di vita parallela. Come se il corpo si fosse ancora una volta sdoppiato … (S. EMILIANI – SENTIERI SELVAGGI)

In una Toscana dark, ossianica, un Byron da brivido … Con un certo coraggio visionario Marco Filiberti si immerge in quella riflessione poetica con Cain … e per riaccendere il coraggio ribelle dei versi byroniani, il film ricorre al dispositivo del teatro nel teatro … (LA REPUBBLICA – IL VENERDI’)

CORRIERE DI MEZZOGIORNO

GAZZETTINO DI VENEZIA “Cain alla casa del Cinema”

IL MATTINO (estratto)

IL MATTINO (pagina intera)

LA NAZIONE Grosseto

LA NAZIONE Chiusi

LA NUOVA VENEZIA cain casa del cinema

MAREMMA NEWS 19.5 Cain a Grosseto

My Dreams 29.5 CAIN Napoli

VENEZIA TODAY Cain Casa del Cinema

REPUBBLICA