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POCO PIU’ DI UN ANNO FA – Diario di un Pornodivo ADORED – DIARY OF A PORN STAR (FILM, 2003)

POCO PIU’ DI UN ANNO FA – diario di un pornodivo

ADORED – DIARY OF A PORN STAR (FILM, 2003)

 

Un oggetto non identificato e sorprendente. Con lo spudorato coraggio di esporsi che non vuol coincidere con la volontà di trasgredire. Un’esposizione frontale di corpo e anima…riflessioni meditate su morte e amore, solitudine e narcisismo…tra cortocircuiti almodovariani e suggestioni jarmaniane, Riki e la sua amica Luna cercano solo di dare emozioni alle persone. Sanno che la paura mangia l’anima, e vogliono solo che li si ami.
(Duel)


Poco più di un anno fa , opera prima che i tedeschi hanno amato subito e che in Italia ha già spaccato in due pubblico e critica. Marco Filiberti ha scelto per la sua opera prima di vestire i panni (scomodi) di un pornodivo gay, stupendo per intensità e bravura. Non solo: ha scritto un copione calibratissimo, ha diretto una bella pattuglia d’attori con piglio inusuale al nostro cinema e ha posizionato la sua messa in scena sulle coordinate della commedia drammatica americana degli anni ’50.
(Film TV)


Marco Filiberti, raffinato regista laureato in Proust, dirige e interpreta senza veli e soprattutto senza moralismi, vita e suicidio di un pornodivo gay per bene. …Un autore coraggioso, che sa come e perché raccontare… con alcuni difetti speciali, ma anche sapienza narrativa e originalità fuori dal cinema omologato.
(Corriere della Sera)

Bisogna dire che è difficile trattare argomenti così, in maniera persino poetica. Filiberti è riuscito nella sfida. Il suo è un film che più dell’hardcore, più dell’omosessualità, più dei pregiudizi parla di rapporti umani … Tutto il film vive di un incontro-scontro tra una carnalità che tiene i personaggi attaccati ad una sensazione terrena delle cose ed un anelito a qualcosa che va ben oltre. Gli angeli, che siano bambini, adulti o sculture, ricorrono spesso nel film quasi a significare una trascendenza delle vite di tutti. Una trascendenza che non ha nulla a che fare con la religione, ma che anzi, è tanto più vera quanto più è legata ad un’urgenza di vivere. Il film parla anche del bisogno di diventare qualcuno per dimostrare di esistere… Forse il film di Filiberti è una delle maniere più sincere per
dire che, anche nella diversità, ogni persona potrebbe essere un angelo. (Film Up)


Filiberti impone una fisicità che ci ricorda il compianto River Phoenix di Belli e Dannati.
(Il Messaggero)

In questo periodo spicca solo Poco più di un anno fa, notevole esordio dell’autore e attore Marco Filiberti, consigliato ai cinefili e agli “impegnati” sensibili alle tematiche e alle ossessioni “alla Fassbinder”. Cinema-teatro di confine, passioni che contorcono alla Sirk, messinscena a tinte forti secondo uno strano intreccio tra il cinema di Visconti e il “mito” di Moana Pozzi. Si presenta così l’esordio coraggioso di Marco Filiberti … questo affascinante film parla di emozioni intense, di
passioni esagerate …
(Ordine e Libertà)

Uno sguardo assolutamente provocatorio, illuminato e truccato come per un fotoromanzo: quello sguardo è Poco più di un anno fa…la storia di un desiderio di immortalità … ma allo stesso tempo il racconto drammatico della solitudine, dell’illusione del successo, dell’incapacità di innamorarsi di un personaggio che spinge fino all’eccesso il suo egocentrismo.
(Il Sole 24 Ore)


Poco più di un anno fa è una spiazzante opera d’esordio che mette in luce un autore-attore italiano assolutamente anomalo nel detestare il realismo e puntare al sublime.
(Duel)


Esagitato. Colorato. Iperrealistico e classico allo stesso tempo. Melò, commedia e malinconicamente drammatico. Sincero, diretto, a tratti sgradevole altre grottescamente ingenuo. E’ tutto questo l’esordio registico di Marco Filiberti, presentato con straordinario successo al recente Festival di Berlino – sezione Panorama – . E’ già una rarità un debutto cinematografico che non solchi la tradizione realista e neorealista di tanto cinema italiano, ma è ancor più “merce preziosa” il talento di un regista/sceneggiatore/attore che non si lascia incastrare nei perversi meccanismi di un cinema commerciale o intellettualistico autoriale che tanto danno hanno arrecato agli esordienti del nostro cinema. E così, ecco, nascere la storia della celebre porno star gay Riccardo Soldani, in arte Riki Kandinsky (un Marco Filiberti attore generoso ed appassionato nel mettersi “a nudo” in prima persona non risparmiando in intensità e verità ). Ma nessun intento dell’autore di realizzare l’ennesima pellicola “gaia” tanto di moda in questi recenti anni di ipocrita e consumistica tolleranza, ma l’ambizione ancor più temeraria ed emozionante di raccontare l’incontro/scontro della conoscenza dell’altro da sé… Marco Filiberti colpisce “semplicemente” al cuore con una storia d’amore tra due fratelli come raramente il cinema italiano ha saputo raccontare … Un film che nel suo incontrollato caleidoscopio di umori, suoni, colori ed emozioni è destinato a lasciare una chiara impronta nel piatto e spesso edulcorato panorama della produzione cinematografica italiana. Così alcuni personaggi irrisolti ma ipnotici ( come l’amica Luna, della sempre bella ed intensa Rosalinda Celentano), alcune scene madri tenute in precario ma emozionante equilibrio ( la confessione straziante di Angela, che ci regala una Erica Blanc perversamente sincera ed umana),alcuni snodi narrativi poco chiari (i traumi familiari di Riki) diventano la perdonabili e fascinose imperfezioni che rendono ancora più prezioso questo piccolo gioiello che speriamo il mercato premi e così sperare in un’opera seconda di Marco Filiberti che siamo certi saprà continuare a raccontare con più controllate ma sempre sincere emozioni le vita di “ Angeli”… lontani dal Paradiso!
(Cinema con Arte)


Con un’opera prima che stupisce ed emoziona, s’impone un nuovo nome, Marco Filiberti, che entra di diritto nell’olimpo dei grandi debuttanti… Talentuoso regista/attore d’area fassbinderiana, ama un mondo di dinamiche sirkiana, magnifiche ossessioni, specchi della vita e umori visconti ani … forse perché assomiglia così tanto a Helmut Berger o forse perché i suoi modi di interagire con il cinema si alimentano del coraggio dei semplici e dell’insolenza dei puri. Ambiziosa eppure umile,        e cromata di quelle sfumature che dividono (gl)i (iper)sensibili da coloro che rifiutano per paura ogni tipo di confronto, la sua opera prima luccica di emozioni, esplode amore, irrompe nelle lacrime, contorce e meraviglia. Piovuto dal cielo, Filiberti accompagna i suoi attori in uno stato di grazia …       e stupisce anche nei panni di Riki kandinsky, manipolando con squisita leggerezza materie narrative di frontiera, svelando fragilità e corpo. Compresi ventiquattro centimetri di orgogliosa vanità.
(Film TV)

Su tutto il film aleggia un’aureola mistica e simbolica che incarna il desiderio del tentativo da parte del protagonista di donare alla propria figura una corporeità diversa, quasi inconsistente, nonostante la grande fisicità della professione che esercita, insieme all’anelito di redimere il mondo attraverso l’utopia dell’arte e della sua capacità di polverizzare il tempo ed il conseguente oblio.
(Sentieri Selvaggi)


Grazie al suo regista e interprete, il performer teatrale Marco Filiberti, simpatico come un folletto shakespeariano uscito dal Sogno di una notte di mezza estate, Poco più di un anno fa è un’opera tremendamente vitale … Marco Filiberti affronta brillantemente due tabù che di solito sconvolgono il giovane cinema italiano: il corpo e l’amore gay. Non è poco. … Un frullatone kitsch di divismo e autoironia. Manifesto da urlo, ma titolo sbagliato.
(Il Messaggero)


L’amore è la materia di cui è plasmato il film di Filiberti che ha raccolto grandi applausi a Berlino oltre a suscitare notevoli curiosità intorno al multicreativo regista/ protagonista/sceneggiatore … insomma una gara stile “ due o tre cose che so di lui”… Ben lontano dal film italiano carino o politically correct, girato con toni melò anni cinquanta e dialoghi di leggerezza ariosa e profondità d’animo, il film apre spunti di riflessione sul divismo, la favola nonsense narcisista, le relazioni umane.. le apparenze. Insomma qui si parla dell’amore senza se e senza ma … sprigionato dall’eterea Luna ( meravigliosamente interpretata da Rosalinda Celentano) , essere misterioso che canta il bosco profumato di Riki/Filiberti e che quando parte alla ricerca di altri territori da esplorare, lascia in realtà una scia di vuoto irreparabile.
(il Manifesto)


Un film importante, controcorrente, destinato a restare …
(Guide Magazine)


A Berlino, il cinema italiano, di solito così soft, spara un’icona gay nel firmamento del festival e conquista pubblico e critica.
(Libero)


Con le giarrettiere di Richard Gere, i glutei di George Clooney e il corpo di Riki Kandinsky… il nudo maschile entusiasma Berlino.
(La Stampa)


Un tipico pubblico berlinese, commosso e partecipe, ha accolto l’ultimo italiano del Festival, Marco Filiberti. Come Fassbinder o Rosa von Praunheim, il giovane cineasta costruisce un melodramma gay sulla biografia di una star dell’Hard. … a dominare un cast ricchissimo di presenze è proprio lui, Marco Filiberti, che è Riki Kandinsky con suggestivo esibizionismo.
(Tam Tam Cinema)


Bello, androgino, palesemente narcisista, sorta di novello Helmut Berger italiano, si chiama Marco Filiberti. Ed è coraggioso, anche. O incosciente, a scelta e stampa nel cinema italiano un’icona sexy/gay/androgina che ancora non c’era.
(Kataweb Cinema)

Diretto con stile nel contempo incisivo e lieve, Poco più di un anno fa è un viaggio nelle umane fragilità ricco di poesia, intenso e avvolgente, che si rifà ad un certo cinema americano ed abbraccia la dimensione emotiva, lirica, del mondo classico. Nel film c’è la sottile inquietudine di Hedwig, la sensualità sfacciata di Boogie Nigths, ma anche una levità antica, una melanconia che affonda lontano le sue radici…di rara intensità e con una presenza scenica non comune nel panorama nazionale è Marco Filiberti. Un film commovente, profondo, che rinuncia ai facili ammiccamenti e alle ipocrisie, un’opera matura e pulsante che arriva nel profondo, come lo sguardo del suo protagonista.
(Cinema Oltre)


E decisamente la sorpresa della stagione è questo film diretto, nonostante le tematiche non facilissime, in maniera estremamente delicata ed elegante da Marco Filiberti, che, tra l’altro, veste i panni del protagonista, offrendo un’interpretazione in grado di coinvolgere emotivamente lo spettatore.
(Virtualmilanocinema)


Filiberti, sin dalle prime scene, ha pensato e realizzato un film che non accetta le mezze misure, che si ama o si odia … Filiberti ha il pregio di allontanarsi da molti dei vizi e dei difetti che accompagnano gli esordi dei nostri registi. Poco più di un anno fa non è l’ennesima opera minimalista, solipsistica, morettiana, ombelicale , che riesce a guardare solo negli appartamenti di un condominio, è un film concepito come un’opera bigger than life , con un personaggio che vuole farsi accettare e poi amare, senza concessioni alla retorica.
(Cineforum)


Osannato al festival di Berlino … è già un cult.
(Il Secolo d’Italia)

Riki/Filiberti crea un’icona angelica e new age capace di comunicare al mondo il proprio edonistico benessere svelando la verità nascosta dal perbenismo.
(Il Mucchio Selvaggio)


La prise de role nel cinema da parte di Marco Filiberti mi ha ricordato gli esordi, nel mondo musicale, di Renato Zero negli anni ’70: mai visto niente di vagamente simile prima d’ora, almeno in Italia. Una personalità originalissima che non prende in prestito niente da nessuno, e sbatte in faccia, con una grazia inusitata, profondità abissali mascherate da leggerezza e ironia … alla proiezione alla quale ho assistito, inframmezzata da continui applausi, il pubblico non lo mollava un attimo e al termine gli ha tributato uno di quegli applausi carichi d’amore che tanti artisti non ricevono in un’intera carriera. Marco Filiberti é creatura che emana forza, dolcezza e un’intelligenza rara … con quell’aura di poesia che gli aleggia intorno, siamo certi che per il suo pubblico sarà un punto di riferimento del tutto speciale.
(Cinestar)

 

Scorching! A male porn star discovers the meaning of life….Marco Filiberti, in an audacious writing and directing debut, has lots on his mind and much in his heart…
(Kevin Thomas – LOS ANGELES TIMES)

Marco Filiberti shows fantastic intensity and talent…( SCREEN)

Seductive! Sex, honesty and Italian porn – it’s what the word needs right now! It’s hard not feel a pang of jealousy for this blond Adonis making love to the camera. … Adored is an intensely personal film…  ( Danen Frei – GENRE MAGAZINE)

Charming! A bold blend of heart and soul, camp, sexual titulation and family timult into an engrossing tale… ( Lawrence Ferber – THE ADVOCATE )

What’s most amazing is that the porn star is also the director and writer of the film, adding to the amazement how this intriguing, twisting, erotic story made it to the big screen with such poignancy and beauty. It’s a major accomplishment for Marco Filiberti…it’s not a gay film, not is pornographic in any way. It’s beautifully and erotically shot, directed and acted.  It’s hauntingly erotic and dripping whit romance…Anyone who’s ever been obsessed with someone beautiful will become obsessed with this movie. ( Mike Szymanski – TRIBUNE MEDIA)

Lavishly shot and designed, another throwback to the era when directors like Roger Vadim and Radley Metzger lavishly mixed sex, sets, risque humor and melodrama. Adored isn’t just a generous look at the porn business: it’s a look at life and human behavior. (Loren Kin – PLANET OUT )

Marco Filiberti unapologetically celebrates the joy of sex, the glories of Italian men and the diversity of family…This dazzling and provocative debut celebrates the life of an unlikely hero with a healthy dose of glamour, sex and the perfect mix of melodrama

( Carl Spence – PALM SPRINGS SCREENING )

Riki Kandinsky is like Baryshnikov of gay male porn: beautiful, magnificent, universally Adored…Filiberti bravely sentimentalizes the hardcore sex industry in order to tell a tale of universal feeling. And the numerous musical montages from Riki’s porn sets are definitely genre ground-breakers! … Whit Adored, the high melodrama is a genre returning to vogue as Todd Haynes’ Far from heaven and Ferzan Ozpetek’s His secret life ( Le fate ignoranti) (Martin Haro – WIRE)

Adored trascends the clichés of conventional melodrama and looks fabulous while doing so. Marco Filiberti imbues his titular hero with a brazen intelligence…Funny, emotional, and heartrending, Adored effortlessly earns its title.  ( Josh Hamilton – INSTINCT)

Filiberti is not just another pretty face: playing in a beautiful way the sex-symbol role, Filiberti points out that Kandinsky’s huge ego is a sign of his fragility.

 ( Loann Halden – TWN FILM PROFILE )

The acting is just superb. Marco Filiberti, is dead-on magnificent as Riki/Riccardo. He has just the right amount of gravitas, philosopher, sex appeal, humor and compassion to make the character and film work. For a first-time director, AND first-time writer, AND firs-time actor, this is nothing short of astounding. Urbano Barberini is just as good…he handles every scene with real emotional responsiveness…. Gone with the wind isn’t a realistic film about the antebellum South.

Jaws is not an accurate film about shark fishing. Yet, these films are considered classic, masterpieces even. Marco Filiberti has created a film that is blatantly unrealistic in its depiction of gay porn stars and family relationships…in this beautiful film, he has created a word to believe in.

( Tim Evanson – IMDB COMMENTS )

With his curly blond hair and carefully plucked eyebrows, Mr. Filiberti resembles one of the pretty young man who haunted the late films of Luchino Visconti – like Bjorn Andresen in Death in Venice or Helmut Berger in Conversation Piece. Mr. Filiberti has also created a Viscontian aristocratic background for his character… (Dave Kehr – THE NEW YORK TIMES)

Riki seems to be the porn star embodiment of Cupid/Eros from Greek mythos, complete with the soul of a Romantic-era literaly hero…This movie was captivating in many ways and truly a pleasure to see…     ( Aly Walansky – CULTURE DOSE )

It’s not about porn or being gay. It’s about love ( Elizabeth Weitzman – DAILY NEWS )

This heart – and crotch-warning paean to self – expression represents a new genre of film…You’ll laugh, you’ll cry and you’ll swoon over Riki’s prehensile mouth and come-hither look. But you’ll also be impressed by a well-written narrative that refreshingly probes the very italian, very human theme of longing for family, while subverting and appropriating the conventions of a morality play

( Nancy Fishman – BAY TIMES SAN FRANCISCO )

Filiberti, such new Valentino, is packaging of looks and brains make us long for his future roles

( THE HOLLYWOOD REPORTER)

ADORED is a superb film that smacks of brilliance on every level. The fact that this is the writing, directing AND acting debut of Marco Filiberti should alert the cinema world that a major talent has arrived…Marco Filiberti has produced so much food for thought, tender discussions about acceptance of who we are, our need for connection, and a “ fabulous “ look into the gay porn industry, that those who are not moved by this film will be few. The cinematography, costumes, set décor, music, and above all, the acting is all of the very highest caliber. Filiberti has unique method of storytelling that gives notice of a true creative mind on his initial venture. Not only is he a fine writer and a very fine director, he is a feast for the eyes and an actor whose magnetism in front of the camera is impossible to ignore. By all means this a film to see and purchase , as it is one of the “ sleeper giants “ of the year.      ( Grandy Harp – AMAZON )