IL MIO PARSIFAL – Inveramento di un Mito
Guida all’opera cinematografica

 

fotografie di Francesca Cassaro
note a cura di Pietro Mercogliano
edito da Titivillus, 2020

 

Marco Filiberti _ libro Parsifal _ copertinaSINOSSI

Prima di essere una sceneggiatura, un’opera cinematografica, un progetto editoriale o qualunque altra possibile declinazione, Parsifal è una condizione. La più implacabile, terribile e luminosa delle condizioni possibili, la più estrema, quella che può sopraggiungere solo dopo essersi inoltrati nella più oscura foresta di rovi e aver reso l’onore delle armi alla propria disfatta.
Quest’opera monumentale e necessariamente poetica si configura, in ogni sua componente e accezione, come mappa misterica, al contempo personale e universale, di un’arte escatologica, sacra, totale e pura, come un tracciato iniziatico estirpabile dalla nostra abnegazione – il mito di ogni Queste, la Santa Cerca – e diretto alle sorgenti della Verità depositata nei grandi lasciti spirituali della storia umana.
Questo Parsifal, tracimante di un’esperienza gnostico-esistenziale liminale al soprasensibile e alimentato dalla forza di un eros risacralizzato, delegittima ogni dualità conflittuale per lambire l’Uno platonico passando attraverso l’apoteosi della triade androgina, cellula vivificatrice di quella “creazione di mondo” wagneriana che Filiberti riconosce come sua unica progenitrice generativa nell’Era Moderna.
Trasmigrando dal mito al film, per quindi riconsegnarsi al suo archetipo cristico attraverso la carne e lo spirito del suo Autore, il Parsifal di Filiberti si staglia nel panorama contemporaneo come un possibile, compiuto, reciso e luminoso diniego al Sistema-Mondo còlto nel suo crollo apocalittico.