IL CREPUSCOLO DI ARCADIA

 

PRIMA RAPPRESENTAZIONE: 10 luglio 2015

II EDIZIONE Vie del Teatro in Terra di Siena

PRODUZIONE Fondazione Pergolesi Spontini e Teatro Comunale degli Avvaloranti di Città della Pieve


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CREDITS
Uno spettacolo scritto e diretto da Marco Filiberti
CON: Filippo Luna, Luigi Pisani, Giuseppe Lanino, Giovanni de Giorgi, Giulia Galiani, Luisa Maneri, Gabriele Vanni, Diletta Masetti, Enrico Roccaforte PAN, Emilio Vacca, Lucia Mazzotta, Tanita Spang Noemi Rossi, Emanuele Burrafato, Artem Prokopchuk
CREW: scene Benito LEONORI –  luci Alessandro CARLETTI – costumi Patricia TOFFOLUTTI – suono Marco I. BENEVENTO – coreografie Daniela MALUSARDI – aiuto regia Silvia SCOTTO – direttore di produzione Antonino DI PASQUALE

SINOSSI

Ma ormai è giunto il tempo della fine dell’umanità, profetizzata dalla visione mostrata da Lucifero a Caino nella prima giornata. Un gruppo di giovani scampati all’apocalisse trova rifugio in un teatro e lì decide di raccontare quello che sta accadendo nel mondo. Calliope, musa della poesia epica, evoca l’imminente fine: al tempo degli dèi e degli eroi è seguito quello di una Umanità soggiogata dal potere del denaro e spenta nell’assenza di desiderio. Così la razza umana ha attentato alla vita di Eros, salvato in extremis da Apollo, dio della Poesia. L’esito è stato tragico: Apollo giace ferito a morte mentre Eros è fuggito in preda al panico. Intanto in Arcadia, il saggio Menalca educa il giovane pastore Natanaele ad abbracciare la vita in tutte le sue forme, amando liberamente e educandosi ad una libertà interiore che non può che condurre, se saggiamente amministrata, alla conoscenza e alla felicità. Pan, nascosto nella radura con Satiro e il suo seguito, racconta di un tempo passato, l’età dell’oro, allorquando Eros libero e felice volava da creatura a creatura: ma, in mezzo a tanto malinconico languore, il senso di minacciosa precarietà si percepisce ad ogni dove. Sopraggiunge Silvia, una ninfa bella e malinconica che spasima d’amore per Natalaene, incurante di cosa siano le pene d’amore. Invece un altro pastore, Aminta, sembra attratto dalla bella ninfa più per capriccioso orgoglio che per autentica passione. Tra i tre giovani nasce un gioco di seduzione osservato da Pan e Satiro che sperano nella rinascita di Eros. Senza sapere come qui sia giunta, spaventata e confusa, fa il suo ingresso nella radura Titania, una strana creatura riconosciuta da Satiro come appartenente alla razza degli umani. Titania, nel vedere l’armonia che regna in Arcadia e la sensualità dei due pastori, si sente lusingata dai loro sguardi e i suoi sensi, da tempo sopiti, si risvegliano con prepotenza. Ma a prevalere in lei é la malinconica consapevolezza che ormai sia troppo tardi.

Intanto sull’Olimpo, in un clima grave e minaccioso, Zeus rivela a Ermes che la stirpe degli dèi è annientata e dispersa. Nella guarigione di Apollo e nel ritorno di Eros risiede l’unica speranza di sopravvivenza per ogni forma di vita. Zeus si apre con il figlio amato e ribelle e confessa le proprie responsabilità e la sua attuale impotenza a cambiare il corso delle cose. Appare Apollo,stremato dalla sofferenza. Il dio, rievocando i misteri della creazione poetica attraverso la voce di John Keats, implora il padre di non consentire alla luce della Poesia di spegnersi per sempre. Zeus, ancora più turbato, esprime a Ermes la sua decisione di affidare al giovane pastore Natanaele, puro e coraggioso,tutte le sue speranze: se il ragazzo sarà in grado di trovare il segreto dell’uno conciliatore,fine di ogni conflitto, allora per il mondo ci sarà ancora un futuro. Nonostante tra padre e figlio sembri arrivare il momento di un confronto che lacera i veli dell’omertà,Zeus,in corsa contro il tempo,annuncia la sua terribile sentenza: dopo aver attribuito a Pan, figlio di Ermes, la responsabilità di avere insidiato gli uomini generando il primo seme di tanta sciagura, impone ad Ermes di ordinare a suo figlio di sterminare le creature dei boschi e quindi di togliersi la vita. Ermes,disperato,si ribella alla tremenda prova. Poi,con un bacio,accetta il volere del padre.

Sul picco di una roccia, un cavaliere celato nella sua armatura confida la sua disperazione alle ninfe e ai fauni che lo hanno accolto amabilmente: la sua incerta identità lo costringe a vagare in un mondo ostile e inospitale, incapace di riconoscere la sua essenza. Stremato dalla stanchezza e protetto dalle creature dei boschi, il cavaliere finalmente si addormenta. Sopraggiunge Natanaele che scorgendo la misteriosa figura ne è affascinato e intimorito, avvertendo per la prima volta una sgomenta emozione di fronte ad un altro essere vivente. Ridestatosi improvvisamente, il guerriero, sempre in difesa dai suoi innumerevoli nemici, lo sfida a duello ma prima di andarsene gli rivela il suo nome: Brunilde. Turbato da quell’incontro singolare con l’inedita bellezza di Brunilde, Natanaele si imbatte in Menalca che, in un linguaggio iniziatico e oscuro, apostrofa il ragazzo come il prescelto sul quale pesa l’arduo compito di guarire la ferita di Apollo. Natanaele si ribella al suo destino e fugge. Fallito il tentativo di convincere Natanaele, Zeus,aiutato dai giovani attori,escogita un piano: mettere in scena un episodio che abbia per protagonista Amore per muovere Natanaele a commozione e indurlo così ad accettare il suo compito. L’episodio sarà quello di Venere e Adone. Lo spettacolo, che ha per protagonisti la dea Venere e Apollo costretto ad inscenare il ruolo di Adone, ha inizio e lo spunto mitologico, apparentemente lieve, declina ben presto nell’allegoria di un’umanità stremata e soggiogata a rituali disumani. Tutti i presenti fuggono spaventati: solo Natanaele rimane, straziato dal dolore di Apollo,e si consacra alla guarigione del dio. Ma i fatti precipitano. Nella radura di Arcadia, Aminta si è cavato gli occhi pur di non rivedere Silvia, l’oggetto del suo amore infelice. La ninfa, saputo che Aminta era fuggito con l’intento di togliersi la vita, ha fatto voto a Diana di sacrificare ciò che aveva di più bello – la sua dolce voce e il suo corpo flessuoso – per salvare la vita del ragazzo. I due giovani amanti, minati nel corpo e nella vista, si uniscono in una vita di dolore. Il tempo volge al suo termine e Ermes, dopo un incontro straziante con il figlio, consuma il sacrificio supremo ordinando a Pan la morte di tutto il mondo arcadico per consentire alla nuova umanità di generarsi: sotto lo sguardo di Ermes tutto si consuma tra le fiamme di un fuoco sterminatore.

Natanaele e Brunilde,unici sopravvissuti all’olocausto del mondo, si consegnano al Nulla cosmico che non serba traccia di ciò che è stato: forse per perire in esso, forse per generare una nuova umanità.

 

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I Simposio (2)
V Quadro (4)
VII Quadro (15)
VII Quadro
VIII Quadro (6)
VIII Quadro